CONCORSO EX FRIGORIFERO MILITARE

Alla fine del Seicento prendeva l’avvio della militarizzazione dell’abitato della città di Cuneo, nel tentativo di consolidare la destinazione militare e di comando dell’area situata a settentrione della piazzaforte, nelle adiacenze del Palazzo del Governatore. Venivano così realizzati la “Caserma Leutrum” e la nuova fabbrica dell’Arsenale (ex antico mattatoio) a cui seguirà, all’inizio del Settecento, la costruzione delle Carceri e dell’Armeria per l’artiglieria, ed alla metà dell’Ottocento il “Frigorifero Militare”, oggi tristemente ridotto ad un rudere a seguito della dismissione della sua funzione originale.

 

La rigenerazione urbana, dell’ormai Ex Frigorifero Militare è stata concepita come la progettazione di un contenitore urbano, flessibile e polivalente, capace di divenire centro attrattore delle energie positive generate dalla collettività. Questa visione racchiude in sé tutta una serie di tematiche imprescindibili che sono costituite da: il contesto, il paesaggio, l’urbanità, la memoria e la contemporaneità.

 

Il concept progettuale dell’intervento pone il fabbricato in analogia con un complesso teatrale: esattamente come in un teatro, l’edificio si dovrà configurare come un palcoscenico delle aggregazioni, della produzione culturale e delle azioni sociali dei fruitori di questi spazi che in maniera simultanea diverranno sia attori che spettatori delle attività che si svolgeranno al suo interno.

 

Il contesto urbano e paesaggistico entro cui il progetto si inscrive è caratterizzato da una molteplicità di valori e relazioni le quali hanno veicolato le scelte progettuali: il nuovo fabbricato si presenterà con il suo basamento storico totalmente recuperato, costituito dal muro sul quale si andranno ad appoggiare due nuovi volumi. Il primo, diafano, mentre il secondo, ricoperto da una vegetazione verticale.

 

Le relazioni che il progetto si propone di innescare, tuttavia, non sono unicamente di tipo spaziale, ma anche di tipo visivo e percettivo, ricercando così un costante dialogo con il paesaggio il cui fulcro dell’orizzonte visivo converge nella vista in direzione delle Alpi.

 

L’innesto tra ciò che è storia e ciò che è contemporaneità si realizza con un dialogo tra pieni e vuoti che, in corrispondenza della hall di ingresso, si dissolve in uno spazio a doppia altezza mentre si concretizza, sull’ala espositiva, con la presenza di volumi puri bianchi capaci di scandire la linearità dell’ambiente. Questi elementi danno un tono identificativo allo spazio e ne modificano la percezione presentandosi al visitatore come sospesi.

 

La nuova pavimentazione è concepita in continuità con quella esistente ad eccezione dell’inserimento di una fascia parallela al fronte longitudinale dell’edificio su cui si poserà la vegetazione, l’illuminazione pubblica e il sistema di arredo urbano, dando vita ad un vero e proprio foyer di ingresso all’aperto. Il progetto prevede il mantenimento ed il recupero del muro perimetrale esistente, realizzato in pietra e laterizio, con tutte le sue aperture.

 

L’intervento di rigenerazione, quindi, vuole mettere in dialogo la memoria storica dell’esistente con un linguaggio contemporaneo: il risultato affida la realizzazione dell’ampliamento a due volumi contraddistinti, ma sinergici.

Il primo che ricopre l’altezza più elevata, costituito da una parete vegetale mentre l’altro si costituisce come un volume pulito, avvolto da una “pelle” di rivestimento in materiale tessile ad andamento tridimensionale (frutto della geometrizzazione dello skyline delle Alpi), la cui leggerezza e trasparenza si pongono in contrappunto alla matericità del basamento esistente.

COMPETITION EX FRIGORIFERO MILITARE

At the end of the seventeenth century, the militarization of the town of Cuneo began, in an attempt to consolidate the military and command destination of the area located to the north of the stronghold, in the vicinity of the Governor's Palace. Thus the "Leutrum Barracks" was built and the new factory of the Arsenale (former ancient slaughterhouse) which will be followed, at the beginning of the eighteenth century, by the construction of the Prisons and the Armory for the artillery and, in the mid-nineteenth century, the "Military Refrigerator", sadly left as a ruin following the disposal of its original function.

 

The urban regeneration of the now-former Military Refrigerator was conceived as the design of an urban container, flexible and polyvalent, capable of becoming a centre of attraction for the positive energies generated by the community. This vision encompasses a whole series of essential themes that consist of: the context, the landscape, urbanity, memory and contemporaneity.

 

The design concept places the building in analogy with a theatre complex: just like in a theatre, the building must be configured as a stage for gatherings, cultural productions and social activities of the users that will become both actors and spectators of the play that will take place in the building.

 

The urban and landscape context is characterized by a multiplicity of values and relationships which have conveyed the design choices: the new building will present itself with its completely recovered historical base, consisting of the wall on which two new volumes they will rest. The first, diaphanous and light, while the second is covered with vertical vegetation.

 

The relationships that the project aims to trigger, however, are not only of a spatial type but also of a visual and perceptive type, thus seeking a constant dialogue with the landscape whose fulcrum of the visual horizon converges in the view towards the Alps.

 

The connection between what is history and what is contemporaneity is achieved with a dialogue between full and empty spaces which, in correspondence with the entrance hall, dissolves into a double-height space while materializing, on the exhibition wing, with the presence of pure white volumes capable of marking the linearity of the environment. These elements give an identifying tone to space and modify its perception by presenting itself to the visitor as suspended.

 

The new flooring is conceived in continuity with the existing one, except for the insertion of a strip parallel to the longitudinal front of the building on which the vegetation, the public lighting and the urban furniture system will be placed, giving life to a real outdoor entrance foyer. The project involves the maintenance and recovery of the existing perimeter wall, made of stone and brick, with all its openings.

 

The regeneration project, therefore, wants to put the historical memory of the existing in dialogue with a contemporary language: the result entrusts the realization of the extension to two distinct but synergistic volumes.

The first that covers the highest level and characterized by a vegetal wall while the other is constituted as a clean volume, wrapped in a "skin" in textile material with a three-dimensional pattern (the result of the geometry of the skyline of the Alps), whose lightness and transparency are placed in counterpoint to the materiality of the existing base.